Tappa 11
Dal deserto costiero verso Tocopilla
33,3 chilometri lungo la costa del Pacifico
Riparto dal punto in cui mi ero fermato lungo la Ruta 1, sulla costa del Pacifico, e continuo verso sud fino al punto che ho segnato come arrivo della tappa. La distanza complessiva percorsa in questa tappa è di 33,3 chilometri.
La strada continua a seguire uno dei paesaggi più estremi della Ruta del Desierto: da una parte il Pacifico, dall'altra le montagne completamente aride. Non ci sono grandi centri abitati e la sensazione è quella di attraversare un territorio immenso, dove la strada sembra essere l'unico segno della presenza umana.
Il deserto arriva fino al mare
In questo tratto il contrasto è impressionante. Le montagne hanno colori tenui, tra il beige, il grigio e le sfumature violacee, mentre davanti a me il Pacifico è di un blu intenso. La terra scende verso il mare senza vegetazione, trasformandosi in sabbia, ghiaia e rocce.
La costa alterna tratti più aperti a zone dove affiorano formazioni rocciose modellate dal vento e dall'acqua. La strada corre accanto all'oceano e, in alcuni punti, basta fermarsi pochi metri per avere davanti un panorama completamente libero sull'orizzonte.
I villaggi e la raccolta delle alghe
Avvicinandomi ai piccoli villaggi che si affacciano sul Pacifico noto una presenza particolare: grandi mucchi di alghe raccolte lungo la costa. È una scena che appartiene alla vita di questi luoghi. La gente vive anche della raccolta delle alghe e lungo la strada se ne incontrano grandi quantità, accatastate nei pressi degli insediamenti.
In mezzo a un paesaggio che sembra quasi completamente privo di vita, questi cumuli raccontano invece qualcosa di importante: il rapporto quotidiano tra le comunità costiere e l'oceano. Il deserto può sembrare vuoto, ma chi vive qui ha trovato nel mare una delle poche risorse possibili.
Un incontro lungo la strada
Durante il percorso incontro un abitante del luogo. Mi chiede se ho bisogno di qualcosa. Gli rispondo che ho finito l'acqua.
La sua risposta è immediata: torna a casa e poco dopo ritorna con sei litri d'acqua. Un gesto semplice, ma per me importantissimo. In un territorio come questo, dove le distanze sono grandi e l'acqua è una necessità fondamentale, quell'incontro diventa uno dei momenti che ricorderò più a lungo del viaggio.
Sono incontri così, inattesi e lontani da qualsiasi programma, che danno un significato particolare a un viaggio in bicicletta attraverso il deserto. La strada diventa anche un modo per incontrare le persone che vivono in questi luoghi.
La strada lungo la costa
Continuo verso sud sulla Ruta 1. La strada è asfaltata e segue la costa, con il mare sempre presente e le montagne che accompagnano il percorso. Con la bicicletta carica, la velocità reale è molto diversa da quella indicata dai normali tempi automobilistici: in questo viaggio considero una media di circa 8 km/h, comprese le fermate e le condizioni del percorso.
Non è una gara. Pedalare con tutto il necessario per dormire e vivere nel deserto significa procedere lentamente, fermarsi, osservare il paesaggio e soprattutto gestire con attenzione acqua ed energie.
La fine della tappa
Dopo 33,3 chilometri raggiungo il punto che avevo segnato come fine della tappa. Qui mi fermo: non è ancora Tocopilla, ma il punto preciso che avevo individuato lungo la Ruta 1. Questa tappa rappresenta un altro tratto del lungo viaggio lungo la costa cilena, sempre sospeso tra il deserto di Atacama e l'immensità del Pacifico.
Ancora una volta il paesaggio sembra non finire mai: montagne spoglie, rocce, sabbia e oceano. Ma insieme a questo ambiente estremo rimangono gli incontri, i villaggi e quei piccoli gesti di solidarietà che rendono il viaggio molto più grande della semplice distanza percorsa.
Mappa della tappa