Tappa 26
Verso Quebrada Seca
52,4 km lungo la D-430, passando da Tongoy fino a Quebrada Seca. È l'ultima tappa della mia avventura.
L'ultima partenza
Questa volta riparto sapendo che davanti a me non c'è soltanto una nuova giornata in bicicletta: c'è l'ultima tappa della mia Ruta del Desierto. Dopo tante settimane di strada, il pensiero che il viaggio stia arrivando alla fine mi accompagna fin dai primi chilometri.
Pedalo portandomi dietro tutto quello che ho visto e vissuto. Negli occhi so già che rimarranno per sempre soprattutto le notti stellate del deserto, il silenzio, la solitudine e quella sensazione di essere davvero lontano da tutto.
Tongoy
Lungo il percorso raggiungo Tongoy. Mi fermo a guardare il paesaggio: davanti a me la baia, le case sulla collina e, in primo piano, le strutture sulla costa. È una delle ultime immagini che raccolgo prima di lasciare definitivamente alle spalle questo tratto del viaggio.
Tongoy mi regala ancora una volta quel rapporto stretto tra terra e mare che ho incontrato tante volte lungo la costa cilena. Mi fermo, guardo e fotografo: sono momenti semplici, ma proprio quelli che alla fine restano più a lungo nella memoria.
La strada verso Quebrada Seca
Lasciato Tongoy, torno sulla strada e continuo lungo la D-430. La bicicletta, ancora carica, procede attraverso un paesaggio sempre più aperto. La strada corre davanti a me e le montagne accompagnano il percorso, mentre il mare rimane parte dello scenario.
Ci sono lunghi tratti nei quali la strada sembra non finire mai. È una sensazione che conosco bene dopo tutti questi chilometri, ma questa volta è diversa: so che sto pedalando verso la conclusione del viaggio.
La vita lungo la strada
Anche nell'ultima tappa continuo a incontrare segni di vita in un territorio che per lunghi tratti sembra vuoto. Una grande mandria di capre appare oltre la recinzione, in mezzo a un paesaggio arido e aperto. Mi fermo a fotografarla: è una scena semplice, ma racconta bene la vita che continua anche in questi luoghi.
Più avanti il paesaggio si apre ancora. Dall'alto lo sguardo corre fino al Pacifico, con la costa distesa davanti a me. È difficile non fermarsi: sapere che questa è l'ultima tappa rende ogni panorama ancora più prezioso.
La fine della Ruta del Desierto
Con questa tappa concludo la mia avventura. Sono partito il 5 aprile e arrivo alla fine del viaggio dopo 44 giorni, considerando anche i giorni nei quali mi sono fermato. In questo periodo ho percorso all'incirca 1.900 chilometri, attraversando paesaggi, città, coste e soprattutto il grande deserto.
In queste settimane ci sono state tre soste importanti, nelle quali sono rimasto fermo complessivamente 7 giorni. Ma anche nei giorni di sosta il viaggio non si è mai davvero fermato: ogni luogo, ogni incontro e ogni persona ha lasciato qualcosa.
Ringrazio tutte le persone che ho incontrato lungo la strada e che non hanno esitato ad aiutarmi. Alcune mi hanno dato una mano concreta, altre semplicemente una parola, un gesto, un sorriso. In un viaggio così lungo, sono proprio questi incontri a rendere la strada meno solitaria e a rimanere nella memoria.
La giornata non finisce però sulla bicicletta. Per arrivare a Santiago mi affido all'autostop. Lì mi aspetta lo zio di Viviana, la moglie di Pasquale, che mi aveva ospitato a Iquique. Anche questo è parte del viaggio: arrivare alla fine grazie alle persone che ho incontrato lungo la strada.
Verso Santiago
E così, dopo aver pedalato per quasi duemila chilometri, il viaggio continua in un altro modo. Il video finale racconta il momento in cui torno sulla bicicletta alle porte di Santiago: un'ultima immagine che chiude idealmente la Ruta del Desierto e tutto il percorso che mi ha portato fin qui.
Mappa della tappa